Una Mano Amica, al servizio di chi ha più bisogno

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”Una mano amica” tesa verso l’ascolto  in pieno centro a Viterbo in via del  Collegio, al civico 2 , è il Centro di accoglienza inaugurato Sabato 9 marzo scorso, con una grande partecipazione della cittadinanza.  Si tratta di una struttura il cui obiettivo principale è quello di aprire le porte a chiunque abbia bisogno di essere ascoltato e di ricevere aiuto. Abbiamo incontrato la referente, nonché psicologa psicoterapeuta del centro, Giuseppina Palozzi e ci siamo fatti raccontare la  missione  e l’aspirazione di Una Mano Amica.

Quali sono gli obiettivi che vi siete preposti?

Il Centro di ascolto nasce da un’idea del responsabile terapeutico del CeIS dott. Rebonatoe da don Alberto Canuzzi, che hanno improntato questo progetto, finanziato dalla Regione Lazio, pensato come uno spazio innovativo sul territorio, in grado di dare attenzione e accoglienza non solo a chi presenta disagi, ad adolescenti, giovani adulti e famiglie, ma anche  dare attenzione alla promozione sociale. L’obiettivo– afferma Giuseppina Palozzi –  è anche quello di promuovere interventi sul territorio affinché si possa ottenere l’effetto contrario, vale a dire ridurre le occasioni di disagio. L’intento è comunicare con i servizi e far sì che questa rete riesca, oltre ad accogliere il disagio a sollecitare nuove risorse sul territorio viterbese.

Qual è stata la risposta a caldo venuta dal territorio?

E’ stata  una risposta positiva: infatti istituzioni – come alcune scuole – e famiglie hanno mostrato interesse verso quelli che sono gli intenti di Una Mano Amica, ossia di creare una rete di  comunicazione per arrivare a conoscere le storie e affrontare i problemi. Il disagio che molti vivono è, infatti, una forma di comunicazione difficile da esprimere. La società contemporanea ci mostra una mancanza di attenzione, troppo spesso siamo distratti, preferiamo stare sui social o allontanarci piuttosto che aiutare qualcuno che vive delle difficoltà. La parola d’ordine è “ASCOLTARE”, è fondamentale creare una relazione in quanto permette di costruire una storia, di affrontare un problema. Viviamo in una società che tende a creare patologie e ci dimentichiamo che, magari, c’è un contesto dietro che riporta a quel disagio.

Come gestirete le richieste?

C’è bisogno di uno spazio organizzato che possa accogliere la richiesta di aiuto sapendola gestire.Il Centro è formato da una equipe di persone specializzate. Oltre la sottoscritta nel ruolo di, psicologa psicoterapeuta, sarà presente anche il direttore terapeutico dott. Rebonato, un educatore pedagogista e dei sacerdoti formati per le diverse necessità della struttura. L’equipe è varia, sia rispetto alle possibili competenze, sia rispetto alla gestione delle domande che arriveranno. In più ci saranno colloqui, interventi e verranno promosse iniziative che coinvolgeranno persone dall’esterno.

E’ un progetto importante quello di Una Mano Amica, ed il presidio è costante Già da lunedi  11 è funzionante lo  sportello, in via del Collegio 2,  a ridosso di Palazzo Gentili, sede della Provincia, il centro di ascolto  sarà operativo tre giorni a settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 15 alle ore 19.La porta è aperta all’accoglienza

 

Da TusciaUp, di Nicole Chiassarini

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